6) Spinoza. La Sacra Scrittura e il lume naturale.
Spinoza prende in considerazione alcuni passi della Scrittura che
gli permettono di sostenere la seguente tesi: fra la Bibbia e il
lume naturale c' perfetta sintonia. Dal che il filosofo deduce
che l'ignoranza  da condannare. Temellio (1510-1580) fu un
insigne ebraista e lasci traduzioni anche dal siriaco.
B. Spinoza, Trattato teologico-politico, Prefazione (pagina 205).

Infine in questi Proverbi di Salomone si deve soprattutto
considerare il contenuto del secondo capitolo che conferma
apertamente quanto io penso. Il versetto 3 di tale capitolo inizia
infatti cos: Infatti se tu invocherai la prudenza e rivolgerai
la tua voce all'intelligenza eccetera, allora comprenderai il
timor di Dio e scoprirai la scienza di Dio (o meglio l'amore di
Dio perch il vocabolo Jadah significa entrambe le cose). Infatti
Dio (NOTA BENE.) d la sapienza; dalla sua bocca (promanano) la
scienza e la prudenza. Con queste parole Salomone indica prima di
tutto che soltanto la sapienza e cio l'intelletto promuove in noi
un saggio timor di Dio, ossia ci insegna ad onorarlo secondo la
vera religione; in secondo luogo ci insegna che la sapienza e la
scienza provengono dalla bocca di Dio e che  Dio a concederle.
Cosa questa che ho dimostrato anche prima, sostenendo che il
nostro intelletto e la nostra scienza dipendono e traggono origine
e perfezione esclusivamente dall'idea, cio dalla conoscenza, di
Dio. Continua quindi col versetto 9 dichiarando apertamente che
tale scienza contiene in s la vera etica e la vera politica,
tanto che entrambe sono deducibili da essa: Allora comprenderai
la giustizia, il retto giudizio, l'equit delle azioni (e) ogni
buon sentiero. Non pago di ci prosegue: Quando la scienza
entrer nel tuo cuore e la sapienza ti sar motivo di gioia,
allora la tua previdenza veglier su di te e la prudenza ti sar
custode. Ora tutto ci concorda pienamente con la scienza
naturale che insegna l'etica e la vera virt dopo che s'
raggiunta la conoscenza e si  apprezzato il sommo valore della
scienza. Perci la felicit e la serenit di chi coltiva
l'intelletto naturale non dipendono, anche secondo il pensiero di
Salomone, dal dominio della fortuna (cio dall'aiuto esterno di
Dio), ma dipendono in massimo grado dall'interiore virt di
ciascuno (cio dall'aiuto interno di Dio); e questo perch l'uomo
si conserva soprattutto vigilando, operando e rettamente
consigliandosi.
Non dobbiamo infine dimenticare il passo di Paolo che si trova
nell' Epistola ai Romani, primo, 20, dove (secondo la versione del
testo siriano di Tremellio  detto: I misteri di Dio infatti si
colgono fin dalle origini del mondo nelle Sue creature per mezzo
dell'intelletto e cos pure la Sua potenza e la Sua divinit che 
eterna. Sono cos senza scampo. Con queste parole Paolo mostra
con evidenza che ciascuno di noi mediante il lume naturale
chiaramente comprende la potenza e la divinit eterna di Dio,
dalla quale pu dedurre quali cose debbano essere perseguite e
quali evitate; conclude perci che non c' scampo per nessuno e
che l'ignoranza non pu costituire una scusante: il che invece
sarebbe, se Paolo parlasse di lume soprannaturale e della passione
e della resurrezione della carne di Cristo, eccetera Cos poco
dopo, al versetto 24, continua: Perci Dio li ha abbandonati alle
immonde brame del loro cuore, eccetera fino alla fine del
capitolo. Con queste parole Paolo descrive i vizi che accompagnano
l'ignoranza e li elenca come se fossero le pene dell'ignoranza
stessa: questo concorda pienamente con quel proverbio di Salomone
(sedicesimo, 22) che ho gi citato, ove  detto e la pena degli
stolti  la stoltezza. Non fa dunque meraviglia che Paolo dica
che i malvagi non hanno possibilit di scusa, perch ciascuno
miete secondo che semina: dai mali nascono necessariamente dei
mali, se non si correggono con la sapienza, e dai beni dei beni,
se li accompagna la costanza dello spirito.
La Scrittura dunque esalta sotto ogni aspetto il lume e la legge
divina naturale: e cos io ho assolto il compito che m'ero
proposto in questo capitolo.
B. Spinoza, Etica e Trattato teologico-politico, UTET, Torino,
1988, pagine 467-469.
